Niente accordo per il taglio alla produzione del petrolio: fallito il vertice di Doha

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Roma – Non arriva l’accordo dal vertice di Doha sul congelamento della produzione di petrolio. Le tensioni tra Arabia Saudita e Iran hanno prevalso sulla volontà di mettere un tetto alla produzione petrolifera nel tentativo di risollevare i prezzi del barile.

L’incontro tra i Paesi membri dell’Opec e altri grandi produttori tra cui la Russia puntava a confermare la prima intesa raggiunta a febbraio. L’obiettivo dichiarato dai membri del cartello era intervenire sui prezzi, scesi tanto da porre sotto pressione i bilanci degli stati che dipendono dall’oro nero.

L’Arabia ha posto il veto su un accordo che non avesse contemplato la partecipazione anche di Teheran. Ma il governo iraniano, da poco uscito dall’embargo che per anni ha tagliato fuori il Paese dal commercio internazionale, ha sin da subito manifestato la sua piena contrarietà ad accettare alcun limite al proprio export petrolifero. Il ministro del Petrolio ha infatti evitato anche solo di partecipare al vertice, definendo nei giorni scorsi le obiezioni saudite «ridicole».

Le trattative tra paesi Opec e paesi non appartenenti all’organizzazione riuniti oggi a Doha «richiedono più tempo» ed andranno avanti fino a giugno, quando sarà probabilmente organizzato un nuovo vertice internazionale. Lo ha riferito il ministro del petrolio nigeriano, Ibe Kachikwu, parlando con l’agenzia Bloomberg al termine dell’incontro conclusosi con un nulla di fatto.

Al vertice di oggi hanno partecipato Arabia Saudita, Russia, Qatar, Venezuela, Algeria, Angola, Azerbaigian, Ecuador, Indonesia, Iraq, Kazakistan, Kuwait, Messico, Nigeria, Oman, Emirati arabi.

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