Libia, il governo Serraj arriva a Tripoli via mare

Serraj a Tripoli (Foto da Twitter)

Serraj a Tripoli (Foto da Twitter)

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Tripoli – I membri del Consiglio di presidenza del governo di riconciliazione nazionale libico ed il premier designato Fayyez al Serraj sono arrivati oggi a Tripoli via mare, sbarcando nella base militare navale Abu Seta, che si trova poco fuori la città. Lo ha annunciato l’emittente televisiva «al Arabiya». I componenti dell’esecutivo – tranne i due membri che da tempo si sono autosospesi, ovvero i rappresentanti di Brega, Ali al Qatarani e Omar al Aswad – erano partiti da Tunisi a bordo di alcune imbarcazioni.

Secondo fonti locali, l’arrivo via mare sarebbe stato deciso dopo un fallito tentativo di raggiungere la città via aerea tramite l’aeroporto di Mitiga all’alba di oggi, quando sono stati sentite diverse esplosioni nella zona provenienti dai colpi di artiglieria anti-aerea sparati dalle milizie legate al governo non riconosciuto di Khalifa Ghweil. Il premier del governo libico di riconciliazione nazionale, Fayez al Serraj, ha affermato che il suo esecutivo «lavorerà per unire i libici e ridurre le sofferenze del popolo sia sotto il profilo della sicurezza che economico».

Il colonnello Abdel Rahman al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza del governo di riconciliazione nazionale della Libia, ha assicurato che «nessuna forza straniera ha partecipato all’operazione condotta oggi di rientro a Tripoli dei membri dell’esecutivo». Intervistato dall’emittente televisiva libica «al Libya», l’ufficiale ha spiegato che «al momento la sede del nuovo governo sarà la base navale di Tripoli, in attesa di trovare un’altra soluzione. Le forze della Marina libica sono riuscite a condurre a termine questa operazione con successo e ora ci coordiniamo con le altre milizie che ci sostengono per organizzare un apparato di difesa».

Il colonnello ha aggiunto di «aver tentato di far arrivare i membri del governo via aerea più volte, ma abbiamo trovato una serie di ostacoli posti da Khalifa Ghweil e da Nuri Abu Sahimin». In precedenza fonti dello Stato maggiore del ministero della Difesa italiano hanno smentito categoricamente le indiscrezioni apparse sui social network secondo cui navi della Marina militare italiana avrebbero favorito oggi l’arrivo via mare a Tripoli dei membri del Consiglio di presidenza libico. In Libia sono ormai attive tre compagini governative: due con sede a Tobruk e Tripoli non ufficialmente riconosciute dall’Onu come legittime rappresentati del popolo libico, più il governo guidato da al Serraj che invece gode del sostegno delle Nazioni Unite ma che per il momento si riunisce a Tunisi in attesa di potersi insediare nella capitale libica.

Da parte sua, il Consiglio di presidenza libico ha accusato il cosiddetto governo di salvezza nazionale con sede a Tripoli di aver chiuso lo scalo aereo di Mitiga con il preciso intento di impedire ad al Serraj di iniziare i lavori. Il Consiglio di presidenza è stato costituito ufficialmente il 17 dicembre scorso a Shkirat, in Marocco, grazie a un accordo tra i deputati della Camera dei rappresentanti di Tobruk, del Congresso generale nazionale Tripoli e dei membri della società civile libica. Tuttavia, la lista dei ministri del futuro governo di riconciliazione nazionale, redatta proprio dal Consiglio di presidenza, non ha ancora incassato il sostegno del parlamento libico riconosciuto dalla comunità internazionale. È stata infatti rinviata ieri per l’ennesima volta per mancanza del numero legale la seduta del parlamento libico di Tobruk, l’unico riconosciuto al livello internazionale, convocata per discutere del voto di fiducia al governo di riconciliazione.

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